Perché L’Intelligenza Emotiva?

CHANGE-GRAFICO-COMPLETOL’apprendimento è sempre un processo di cambiamento.

Per facilitare questo processo, per acquisire nuove conoscenze bisogna partire dalla

comprensione del funzionamento delle persone e quindi dal funzionamento del nostro cervello. Un cambiamento sostenibile deve necessariamente integrare il processo razionale

 con la gestione delle dimensioni emotive.

IL MODELLO TEORICO

Il modello teorico che utilizzo misura l’Intelligenza Emotiva.

Perché’ l’Intelligenza Emotiva

Perché il nostro cervello è programmato per attingere sia alla parte razionale che emotiva. Le neuroscienze hanno ormai dimostrato inconfutabilmente che attraverso il solo paradigma razionale non si possono raggiungere risultati o cambiamenti sostenibili nel tempo. Ecco perché dedico grande attenzione a questo aspetto.

Pensa che … anche la nostra razionalità è definita dal nostro quoziente emotivo (QE); le ricerche dimostrano, infatti, che più del 50% della nostra performance ed efficacia personale è determinata dall’Intelligenza Emotiva (IE).

Intelligenza emotiva non vuol dire dare libero sfogo alla propria emotività, ma essere consapevoli delle proprie reazioni ed emozioni. Attingere dalle proprie emozioni per ottenere più informazioni e prendere con maggiore consapevolezza decisioni importanti e complesse: questo vuol dire essere emotivamente intelligenti.

IL MODELLO OPERATIVO

I miei interventi si basano su un modello operativo in grado di accompagnare le persone nel cambiamento attraverso tre fasi, funzionali.

1. MOTIVARE: l’obiettivo di questa fase è creare coinvolgimento ed impegno, provando ad intercettare le motivazioni, facendo emergere i bisogni e facendo percepire i vantaggi del cambiamento. Le attività tipiche di questa fase sono: i workshop, le sessioni di coaching individuale, e le somministrazione di questionari.

2. ATTIVARE: qui l’obiettivo è passare all’azione aumentando il livello di conoscenze, capacità, efficacia. Le attività tipiche di questa fase sono: la formazione, il checkup manageriale, l’analisi e lo sviluppo dei processi o l’inserimento di nuovi strumenti ecc..

3. RIFLETTERE: l’obiettivo di questa fase è identificare i progressi e i risultati raggiunti, condividere l’esperienza e decidere i passi successivi. Le attività tipiche di questa fase sono: ripetizione dei questionari per valutare il progresso, il workshop di follow up, ecc.

Per provare su di te il modello e le sue applicazioni puoi prenotare un SEI Assessment con coaching telefonico di restituzione/spiegazione della durata di un ora circa.

Per ulteriori informazioni contattami via mail: stefano.gentile.lifecoach@gmail.com , via telefono 3402146954

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